Documento conclusivo Comitato Politico Federale

La vittoria al referendum ha determinato un clima di rinnovata speranza nel Paese. Anche a Milano il risultato è stato netto: il NO si è affermato con il 58,33%, mentre nella città metropolitana ha raggiunto il 53,57%. Un dato politico rilevante, che segnala una diffusa opposizione alle politiche del governo e apre uno spazio nuovo di iniziativa.

L’indubbio valore politico del voto referendario non significa, una sua traduzione in termini di consenso elettorale per il centro sinistra; è un dato che segnala, anche, la presenza significativa di cittadine e cittadini che si sono espressi contro la guerra e contro la deriva autoritaria che il governo sta attuando. I dati degli istituti di ricerca politologica certificano che parte di questo elettorato non si riconosce appieno nelle attuali rappresentanze politiche, e restituiscono inoltre il dato fondamentale del voto giovanile di protesta contro il governo. Sono questi gli spazi in cui si colloca la nostra responsabilità, affinché la protesta trovi una risposta politica seria, coerente e affidabile.

Il Partito deve praticare con coerenza la propria autonomia politica, rafforzando una proposta riconoscibile e radicata nei bisogni reali. In questi anni la Federazione milanese ha costruito campagne importanti, a partire dai temi dell’urbanistica, del diritto all’abitare e dello sport di base il salario minimo, che devono continuare a rappresentare assi centrali della nostra iniziativa.

A queste si affianca oggi con forza la campagna per l’“1% equo” e la difesa della sanità pubblica, come elementi qualificanti di una proposta che rimetta al centro la redistribuzione della ricchezza e i diritti sociali.

A partire dalle nostre posizioni, nei prossimi mesi svilupperemo il confronto con tutte le forze politiche, associative e sindacali del territorio, con l’obiettivo di costruire percorsi comuni investendo sulla nostra autonomia, sulla chiarezza delle nostre idee e sulla riconoscibilità del nostro progetto.

L’obiettivo è riportare la voce delle comuniste e dei comunisti dentro le istituzioni, non come semplice testimonianza ma come forza capace di incidere, di confliggere e di migliorare le condizioni di vita materiali di lavoratori e lavoratrici. Vogliamo istituzioni che tornino a essere strumenti al servizio di chi vive del proprio lavoro, e non luoghi separati o piegati agli interessi della rendita e della speculazione.

Su questo terreno il prossimo mese ci misureremo in piena autonomia con il nostro simbolo, negli importanti appuntamenti elettorali nei comuni di Bollate, Corsico, Legnano.

Per questo lavoriamo a una prospettiva chiara che rimetta al centro il diritto alla città. Milano deve tornare a essere una città vivibile per chi la abita, accessibile per chi ci lavora, e non un luogo riservato a pochi. Il diritto a restare, a vivere e a costruire il proprio futuro qui non è negoziabile. Su questo terreno misureremo ogni confronto e ogni possibile convergenza.

Nei prossimi mesi saremo tutte e tutti impegnati in appuntamenti importanti: per questo è decisivo concentrare le energie su ciò che ci unisce e rafforza il ruolo del nostro Partito a partire dalle mobilitazioni per il 25 Aprile.

Le consultazioni interne sono utili se condivise e orientate alla coesione.

Per questo siamo certi che, al termine del percorso proposto in occasione del Comitato Politico Nazionale del 10-11-12 aprile di costruzione di un “fronte costituzionale democratico e antifascista”, si avvierà una positiva consultazione della base del nostro Partito.

Riteniamo invece che la consultazione promossa ora da una parte del Partito a livello nazionale sia sbagliata, nel metodo e nel merito.

Nel metodo, perché non nasce da un percorso unitario né da un confronto nei gruppi dirigenti, ma viene proposta in modo unilaterale. Nel merito, perché rischia di rimettere in discussione gli orientamenti politici usciti dal Congresso e di trasformarsi in una conta interna, distogliendo energie dalla nostra iniziativa politica.

Oggi abbiamo bisogno di consolidare, non dividere.

Documento approvato con 21 voti favorevoli e 5 contrari

Milano, 13 aprile 2026

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